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Il Ginkgo Biloba è un albero unico al mondo, l'ultimo sopravvissuto di una famiglia botanica estinta milioni di anni fa. Per il bonsaista, coltivare un Ginkgo significa avere tra le mani un pezzo di preistoria. È inconfondibile per le sue foglie a ventaglio che in autunno si tingono di un giallo oro spettacolare prima di cadere tutte insieme in pochi giorni. È una pianta estremamente longeva, resistente all'inquinamento e alle malattie, ma richiede pazienza per la sua crescita lenta e la scarsa capacità di chiudere le ferite.
Originario della Cina, è considerato un albero sacro in Oriente. È una pianta dioica, ovvero esistono alberi maschi e alberi femmine separati. Una particolarità degli esemplari molto vecchi è la formazione dei "Chi-chi" (o "Icho-chichi"), radici aeree simili a stalattiti che scendono dai rami verso il basso: se il vostro bonsai dovesse produrli, non tagliateli mai! Sono un segno di grande vetustà e pregio.
Il Ginkgo ama il pieno sole.
La luce diretta è fondamentale per ridurre la dimensione delle foglie e rendere il colore autunnale più intenso.
Tuttavia, le piante giovani o in vasi molto piccoli possono soffrire il sole a picco di luglio e agosto, che rischia di bruciare il bordo delle foglie tenere. In piena estate, una leggera ombreggiatura pomeridiana è gradita.
Le radici del Ginkgo sono carnose e ricche d'acqua.
Annaffiate abbondantemente quando il terriccio si asciuga, ma fate molta attenzione ai ristagni. Se il terreno rimane zuppo troppo a lungo, le radici marciscono velocemente. In inverno, mantenete il terreno appena umido, poiché le radici carnose possono scoppiare se gelano mentre sono zuppe d'acqua.
Non è una pianta esigente. L'acqua del rubinetto va bene. È una specie molto resistente che tollera anche acque non perfette, ma apprezza l'acqua piovana per mantenere il substrato pulito dai sali.
Il drenaggio è la priorità assoluta per salvaguardare le radici carnose.
Si effettua in primavera (aprile), appena le gemme iniziano a gonfiarsi e diventare verdi.
I giovani si rinvasano ogni anno o due, i vecchi ogni 3-5 anni.
Attenzione: Le radici sono fragili. Districate con delicatezza e non potate mai troppo drasticamente l'apparato radicale, il Ginkgo fatica a recuperare da riduzioni eccessive.
Concimate generosamente in primavera per sostenere la nuova vegetazione.
Usate concime organico solido a lenta cessione. In autunno, continuate a concimare fino alla caduta delle foglie: è in questo momento che l'albero accumula l'energia per le gemme dell'anno successivo.
Avviene solo su esemplari maturi (oltre i 20-30 anni). Le femmine producono frutti simili ad albicocche (in realtà semi carnosi) che, una volta maturi e caduti a terra, emanano un odore sgradevole di acido butirrico (simile al burro rancido). Per questo motivo, nel bonsai si prediligono spesso gli esemplari maschili o si rimuovono i frutti prima che maturino.
I grandi tagli vanno fatti in inverno a pianta spoglia.
Nota dolente: Il Ginkgo non cicatrizza bene. Il legno tende a ritirarsi e non crea il "callo" di chiusura come gli aceri. Evitate tagli enormi se possibile, e coprite sempre le ferite con abbondante mastice per proteggere il legno interno.
Il Ginkgo produce due tipi di rami: i macroblasti (rami lunghi che si estendono) e i brachiblasti (rametti cortissimi a mazzetto che portano foglie e frutti).
Durante la stagione, accorciate i rami lunghi che fuoriescono dalla sagoma lasciando 2-3 nodi, per favorire la nascita dei brachiblasti interni.
In primavera, quando i nuovi germogli si allungano e hanno prodotto 5-6 foglie, cimateli lasciando solo 2 foglie. L'ultima foglia lasciata deve puntare verso l'esterno, perché determinerà la direzione del nuovo ramo.
La corteccia del Ginkgo è morbida e spugnosa: si segna facilissimamente.
Se usate il filo, avvolgetelo delicatamente (magari proteggendo il ramo con della rafia o carta) e controllatelo spesso. I rami tendono a tornare alla posizione originale, quindi la legatura va ripetuta più volte nel tempo.
È incredibilmente resistente. Difficilmente viene attaccato da funghi o insetti.
Tuttavia, in condizioni di stress o scarsa ventilazione, può subire attacchi di:
Resiste bene al freddo.
Il punto debole sono le radici carnose in vaso: se gelano e scoppiano, la pianta muore. Nelle zone con inverni rigidi, proteggete il vaso con pacciamatura o mettetelo in serra fredda, ma lasciate che la pianta senta il freddo per andare in riposo.
Perché si dice che puzza?
Solo i frutti maturi degli esemplari femminili puzzano quando cadono a terra e marciscono. Il bonsai, l'albero in sé e le foglie non hanno nessun odore sgradevole. Se avete un maschio, non avrete mai problemi.
Perché le foglie diventano nere in estate?
Non è una malattia, ma quasi sempre eccesso d'acqua o ristagno. Le radici stanno soffocando. Riducete le annaffiature e controllate il drenaggio. Se invece sono secche e croccanti sui bordi, è colpa del troppo vento secco o sole cocente.
Come ottengo foglie più piccole?
Le foglie del Ginkgo non rimpiccioliscono molto facilmente come quelle degli aceri. Il segreto è coltivarlo in pieno sole, non esagerare con l'azoto e aumentare la ramificazione fine (brachiblasti) nel corso degli anni.
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