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Il Tamarindo (Tamarindus indica) è un bonsai che porta subito l'immaginazione verso terre lontane e calde. È un albero tropicale sempreverde (nei nostri climi spesso semi-deciduo) apprezzato per la sua elegante chioma piumosa composta da piccole foglioline verde chiaro e per la corteccia rugosa e scura che gli conferisce un aspetto vetusto anche in giovane età. Una sua caratteristica magica è la nictinastia: al tramonto, le sue foglie si ripiegano e si chiudono su se stesse, come se l'albero andasse a dormire, per poi riaprirsi all'alba.
Originario dell'Africa tropicale (ma diffuso da millenni in India e Asia), è l'unica specie del genere Tamarindus. Appartiene alla famiglia delle Fabaceae (Leguminose). In natura è un albero imponente che produce i famosi baccelli marroni dal sapore agrodolce usati in cucina. Come bonsai, è amato per la sua robustezza e la facilità di coltivazione, a patto di rispettare le sue esigenze termiche.
Il Tamarindo ama il caldo e la luce.
Estate: Posizionatelo all'esterno in pieno sole. La luce diretta è fondamentale per mantenere le foglie piccole e gli internodi corti. Non teme il caldo torrido, anzi, lo gradisce.
Inverno: È una pianta tropicale. Se vivete al Nord o Centro Italia, dovete portarlo in casa o in serra riscaldata appena le temperature scendono sotto i 10-12°C. Scegliete una posizione luminosissima, lontano da spifferi freddi.
Come molte piante tropicali, vuole un terriccio fresco ma non zuppo.
Annaffiate abbondantemente quando la superficie del substrato inizia ad asciugare. In estate beve molto.
Attenzione all'aria secca: Se tenuto in casa in inverno, l'aria dei termosifoni è il suo nemico. Nebulizzate spesso la chioma con acqua demineralizzata o usate un sottovaso con argilla espansa umida per creare un microclima favorevole.
Tollera l'acqua del rubinetto, ma preferisce un'acqua non eccessivamente calcarea. Se notate depositi bianchi sulle foglie o sul terreno, alternate con acqua piovana o distillata per lavare via i sali in eccesso.
Richiede un terreno drenante che eviti i ristagni (letali per le radici) ma che trattenga l'umidità necessaria.
Si effettua in tarda primavera (maggio-giugno), quando le temperature notturne sono stabilmente sopra i 15-18°C.
Il Tamarindo ha radici fittonanti e vigorose. Rinvasate ogni 2 anni i giovani. Durante il rinvaso potete accorciare il fittone centrale per favorire le radici laterali fini, ma non siate troppo drastici se la pianta non è in perfetta salute.
È una pianta che cresce tutto l'anno se tenuta al caldo.
Concimate dalla primavera all'autunno con concime organico solido.
Se in inverno la tenete in casa al caldo e continua a vegetare (mettere nuove foglie), potete continuare a concimare leggermente con un prodotto liquido una volta al mese. Se invece va in riposo (perde foglie o si ferma), sospendete.
In natura produce fiori gialli striati di rosso e poi i baccelli commestibili.
In bonsai è molto raro vederlo fiorire, a meno che non si tratti di un esemplare vecchio coltivato in condizioni ideali (serra tropicale). Godetevi la bellezza del fogliame e della corteccia.
I tagli importanti si fanno a fine primavera, quando la pianta è in piena spinta.
Il legno è duro ma fragile allo stesso tempo. Eliminate i rami che crescono verticali o che incrociano il tronco. Proteggete sempre i tagli con mastice, il Tamarindo tende a ritirare la linfa se la ferita secca troppo.
Cimate regolarmente i nuovi germogli che si allungano troppo durante la stagione vegetativa.
Questa operazione stimola la ramificazione interna e mantiene la chioma compatta. Se un ramo diventa troppo lungo, le foglie alla base tenderanno a cadere, lasciandolo spoglio: potatelo corto per farlo ripartire da dietro.
Si esegue sui germogli teneri. Quando hanno prodotto 4-6 paia di foglie, accorciateli a 1-2 paia. Questo lavoro continuo è il segreto per avere palchi fitti e nuvole di vegetazione.
I rami giovani sono flessibili, ma lignificano e diventano rigidi molto in fretta.
Applicate il filo in estate sui rami ancora verdi/marroncini. Controllatelo ogni 3-4 settimane: la corteccia rugosa nasconde bene il filo che incide, rischiando cicatrici profonde se ve ne dimenticate.
Come detto, non tollera il gelo.
Va protetto assolutamente. Se vivete al Sud in zone costiere calde, può stare fuori riparato, ma al Nord è una pianta da interno o serra calda. Se perde tutte le foglie in inverno per un colpo di freddo o secco, non disperate: riducete l'acqua e aspettate la primavera, spesso ributta dal legno vecchio.
Perché le foglie sono chiuse anche di giorno?
Se si chiudono col sole, la pianta è in sofferenza: ha sete o ha preso un colpo di freddo/calore. È un meccanismo di difesa per ridurre la traspirazione. Controllate subito il terreno.
Posso tenerlo fuori in inverno se lo copro?
Al Nord no, nemmeno col tessuto non tessuto (TNT). Se la temperatura va sotto zero, muore. Al Sud, in posizioni riparate dal vento, può farcela col TNT, ma perderà probabilmente tutte le foglie.
Perché perde le foglioline interne?
Mancanza di luce. Il Tamarindo vuole tanta luce. Se i rami interni sono in ombra, l'albero li lascia seccare. Sfoltite la chioma o girate il vaso spesso verso la luce.
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