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L'Albicocco Selvatico (Prunus armeniaca) è un bonsai di grande carattere, profondamente legato alla tradizione agricola del Sud Italia. A differenza del suo "cugino" giapponese (il Prunus Mume), che viene coltivato quasi solo per i fiori, l'Albicocco nostrano è amato per la sua fioritura bianca/rosata precoce ma soprattutto per i frutti estivi e per la corteccia. Negli esemplari maturi, il tronco diventa scuro, fessurato e rugoso, conferendo all'albero un aspetto antico e sofferto ("vetustà") che pochi altri alberi da frutto riescono a eguagliare. È una pianta rustica, forte, fatta per il nostro clima.
Originario dell'Asia centrale ma naturalizzato nel Mediterraneo da millenni. Nel bonsai si prediligono le varietà selvatiche o "franche" (spesso nate da seme o usate come portainnesti, come il "Mandorlo amaro" o varietà locali antiche) perché tendono ad avere foglie più piccole e internodi più corti rispetto alle varietà da frutto commerciali. È una Rosacea robusta che ama il sole delle nostre latitudini.
L'Albicocco vuole il pieno sole.
Senza sole diretto, i rami si allungano debolmente, la fioritura sarà scarsa e i frutti non matureranno.
Non teme il caldo torrido estivo né il vento secco (scirocco), a patto di essere ben irrigato. L'esposizione ventilata è fondamentale per evitare funghi come la Monilia, che attacca spesso i fiori se l'aria è stagnante.
È una pianta vigorosa che beve molto durante la formazione dei frutti e delle foglie.
Annaffiate abbondantemente quando il terriccio inizia ad asciugarsi.
A differenza del Mume (che ama terreni più freschi), l'Albicocco nostrano tollera meglio brevi periodi di asciutto, ma se ha i frutti allegati non fategli mai mancare l'acqua, o li farà cadere per risparmiare energie.
Ecco un grande vantaggio: è molto tollerante.
Essendo abituato ai suoli del Sud, sopporta l'acqua del rubinetto anche se calcarea molto meglio di Azalee o Aceri. Ovviamente, un'acqua troppo dura alla lunga non è l'ideale, ma non richiede l'uso maniacale di acqua osmotizzata.
Predilige terreni franchi e ben drenanti, anche leggermente calcarei.
Si effettua a fine inverno (febbraio-marzo), appena le gemme si gonfiano ("al bruno"), prima della fioritura.
L'Albicocco produce radici grosse e legnose. Durante il rinvaso, eliminatele per favorire quelle capillari. Rinvasate ogni 2-3 anni i giovani, ogni 3-5 i vecchi. Attenzione: come tutte le Rosacee, le radici sono sensibili al cancro radicale (tumori), usate attrezzi sterilizzati.
Per fiorire e fruttificare serve tanta energia.
Concimate con organico solido in autunno (fondamentale per le gemme a fiore) e dopo l'allegagione dei frutti in primavera.
Evitate l'azoto puro in fioritura per non far colare i fiori.
Fiorisce prestissimo, spesso a febbraio/marzo sui rami nudi. I fiori sono bianchi o rosa pallido.
I frutti maturano in estate.
Regola d'oro: L'albicocco tende ad alternare (un anno carico, un anno scarico). Sul bonsai, dovete diradare i frutti: lasciatene solo uno o due per l'intero albero se è piccolo, o uno per branca se è grande. Troppe albicocche possono bloccare la crescita o addirittura uccidere un ramo per sfinimento.
Si esegue in inverno. Il legno dell'Albicocco è duro ma fragile, si spacca se piegato male.
Importante: Questa specie soffre di "ritiro di linfa". Quando tagliate un ramo grosso, non tagliate a filo tronco: lasciate un moncone che rimuoverete l'anno dopo quando sarà secco, e coprite sempre con mastice. I rami secchi naturali (Jin) sono molto belli su questa essenza.
L'albicocco produce fiori sui dardi (rametti corti e tozzi) di 2-3 anni o sui rami misti dell'anno precedente.
Non potate tutto "a palla" in inverno, o taglierete via tutti i fiori!
Durante l'estate, accorciate i rami vigorosi che scappano dalla sagoma per favorire la maturazione delle gemme interne.
Sui germogli nuovi che non servono per allungare la struttura, cimate a 2-3 foglie in tarda primavera per infittire la vegetazione.
I rami lignificano molto velocemente e diventano rigidi come pietra.
La legatura va fatta sui rami giovani (1-2 anni). Per i rami vecchi, usate i tiranti. La corteccia rugosa è bella ma si rovina se il filo si incarna: controllate spesso.
È rustico e non teme il freddo. Può stare fuori tutto l'anno.
L'unico rischio sono le gelate tardive quando l'albero è già in fiore (febbraio/marzo): se gela sui fiori aperti, addio frutti. In quel periodo, se gela, riparatelo la notte.
Che differenza c'è col Prunus Mume?
Il Mume (Albicocco Giapponese) ha rami verdi lisci, fiorisce profumatissimo in inverno ma ha frutti insignificanti e teme il calcare. L'Albicocco Nostrano (Armeniaca) ha corteccia scura e rugosa, fiori meno profumati ma frutti commestibili e belli, ed è molto più resistente al caldo e all'acqua dura.
Posso mangiare le albicocche del bonsai?
Sì, sono commestibili! Essendo varietà selvatiche, potrebbero essere più piccole e leggermente più aspre o fibrose di quelle del supermercato, ma sono saporite. Evitate di mangiarle se avete trattato la pianta con chimici.
Perché vedo della "gomma" uscire dal tronco?
È la Gommosi. È la reazione dell'albero a un trauma (taglio non protetto, ramo spezzato) o a un problema alle radici (asfissia, fungo). Pulite la ferita, mettete mastice e controllate di non stare annaffiando troppo.
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