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Il Ginepro Fenicio (Juniperus phoenicea) è l'essenza che racconta la storia delle nostre coste. A differenza dei ginepri asiatici, il Fenicio ha un carattere selvaggio e drammatico tutto suo: una corteccia che si sfalda in strisce rossastre, una vegetazione a scaglie (simile al cipresso) di un verde più caldo e olivastro, e una capacità incredibile di creare legna secca naturale (*Sabamiki* e *Jin*) contorta dal vento e dal sale. È un bonsai per chi ama le sfide e l'estetica naturalistica, una pianta che richiede rispetto assoluto, specialmente durante il rinvaso.
Originario del bacino del Mediterraneo (dalla Spagna alla Turchia, passando per la Sardegna dove è regina), cresce su dune sabbiose o scogliere rocciose. È una conifera sempreverde. Nel bonsai è molto apprezzata anche la sottospecie *Turbinata*, che ha portamento ancora più compatto e bacche (coccole) più grosse.
Il Fenicio è un amante del sole e del caldo.
Posizionatelo in pieno sole tutto l'anno. La luce diretta è fondamentale per mantenere le scaglie strette e compatte; se va in ombra, "fila" e tende a produrre aghi giovanili pungenti invece che scaglie adulte.
Ama la ventilazione e non teme l'aria salmastra. Rispetto ai ginepri giapponesi, tollera molto meglio il caldo torrido estivo.
È una pianta xerofila (amante dell'arido) in natura, ma in vaso non va trascurata.
Annaffiate solo quando il terriccio è perfettamente asciutto. Il Fenicio teme il ristagno idrico più di ogni altra cosa: le sue radici marciscono velocemente se restano umide troppo a lungo.
Nebulizzate spesso la chioma in estate: essendo una pianta costiera, assorbe molta umidità dall'aria notturna.
Estremamente rustico. Tollera l'acqua del rubinetto anche calcarea, essendo abituato a crescere su substrati rocciosi calcarei. Non richiede acque acide.
Il drenaggio deve essere estremo. Usate materiali grossolani.
Questo è il punto critico. Il Ginepro Fenicio odia i rinvasi.
Si rinvasa raramente, ogni 4-6 anni, solo se strettamente necessario.
Quando: Tarda primavera, quando fa caldo.
Come: Non toccate mai troppo le radici. Non lavatele a nudo e non riducete drasticamente il pane radicale. Lasciate sempre una buona porzione di terra vecchia intatta. Se sbagliate il rinvaso o tagliate troppo, il Fenicio può morire improvvisamente anche dopo mesi.
Per mantenere il fogliame compatto e di un bel colore verde intenso, servono concimi specifici.
L'ideale è il Joy Tamahi o concimi organici simili a lenta cessione, da somministrare in autunno e primavera. Evitate eccessi di azoto chimico che farebbero esplodere la vegetazione in forme disordinate.
Produce coccole (bacche) che passano dal verde al rosso-mattone scuro a maturazione (a differenza del ginepro comune che le ha blu). Sono molto decorative, ma consumano energia: su piante in formazione meglio rimuoverle.
Si esegue in inverno.
Il Fenicio ha una vena linfatica molto evidente. Quando tagliate rami grossi o create legna secca (Jin), fate molta attenzione a non interrompere il flusso della vena viva che alimenta la vegetazione sopra, altrimenti seccherà tutto il ramo. I Jin naturali sono il punto di forza di questa specie.
Come per tutti i ginepri a scaglia, non usate le forbici per accorciare i ciuffi verdi!
Se tagliate le scaglie, le punte diventano marroni e antiestetiche.
Usate la tecnica della pinzatura con le dita: afferrate il ciuffetto che esce dalla sagoma e strappatelo tirando delicatamente, rompendo il rametto alla giuntura.
Il legno è duro e rigido, molto meno flessibile del ginepro giapponese.
Le pieghe importanti vanno fatte con calma, usando rafia e tiranti, preferibilmente in inverno. I rami giovani si legano bene col filo, ma attenzione a non scortecciare la bella corteccia rossa.
Al Centro-Sud e sulle coste vive fuori tutto l'anno beato.
Al Nord, attenzione: è meno resistente al gelo del *Chinensis*. Se le temperature scendono sotto i -2°/-3°C per lungo tempo, va riparato in serra fredda. Teme il gelo sulle radici.
Posso raccoglierlo al mare (Yamadori)?
Il Ginepro Fenicio è una specie protetta in molte regioni italiane (es. Sardegna). La raccolta è vietata e punita severamente. Inoltre, la percentuale di attecchimento di un ginepro selvatico raccolto è bassissima se non si è esperti. Acquistate piante coltivate in vivaio, sono legali e hanno radici sicure.
Perché ha fatto aghi pungenti invece che scaglie morbide?
È lo stress. Quando il Ginepro viene potato troppo drasticamente, rinvasato male o tenuto all'ombra, regredisce allo stato giovanile producendo aghi pungenti. Per farlo tornare a scaglie: sole, acqua giusta e concime (Joy Tamahi), e aspettare un anno o due senza stressarlo.
Come tratto la legna secca?
Il legno del Fenicio è bellissimo e durissimo. Pulitelo dalla corteccia morta, lasciatelo asciugare al sole e spennellate con Liquido Jin puro (attenzione a non toccare la terra o le radici). Il liquido lo sbiancherà e lo conserverà per sempre.
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