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La Sughera (Quercus suber) è un albero dal fascino arcaico, simbolo della Sardegna, del Portogallo e delle coste tirreniche. È un bonsai sempreverde (o semi-deciduo nei climi più freddi) unico nel suo genere grazie alla corteccia: spessa, fessurata, morbida al tatto e dal colore grigio argenteo. Questa "corazza" naturale, che la pianta sviluppa per proteggersi dal fuoco e dalla disidratazione, conferisce anche agli esemplari giovani un aspetto di veneranda età. È una specie robusta, ma richiede qualche accortezza in più rispetto al Leccio, specialmente riguardo alla qualità dell'acqua e del terreno.
Originaria del bacino del Mediterraneo occidentale, cresce spontaneamente su suoli acidi o sub-acidi (granitici, vulcanici), evitando quelli calcarei. Appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Nel bonsai è apprezzata per le foglie piccole, dentate e verde scuro, che contrastano magnificamente con il colore chiaro della corteccia sugherosa.
La Sughera vuole il pieno sole.
La luce solare è indispensabile per la salute della pianta e per compattare la vegetazione.
Ama il caldo, ma attenzione in estate: sebbene la chioma ami il sole, le radici in vaso possono surriscaldarsi. Nelle giornate torride, proteggete il vaso dai raggi diretti o usate vasi in gres spesso che isolano meglio termicamente.
A differenza di altre querce, la Sughera è un po' più esigente.
Annaffiate quando il terriccio inizia ad asciugarsi in superficie, ma non lasciatela mai a secco completo per lunghi periodi in estate, altrimenti perderà le foglie. Teme i ristagni idrici che causano marciume radicale (il fungo Phytophthora è il suo nemico).
Qui sta il segreto del successo. La Sughera è una pianta calcifuga.
Odia l'acqua calcarea. Se usate acqua dura del rubinetto, le foglie ingialliranno (clorosi) e la pianta si indebolirà lentamente. Usate acqua piovana, acqua osmotizzata, o acidificate l'acqua del rubinetto se vivete in zone con acqua molto dura.
Deve essere drenante e tendenzialmente acido o neutro. Evitate substrati contenenti sassi calcarei.
Si effettua in tarda primavera (maggio-giugno), quando la pianta è in piena attività vegetativa. Mai in inverno.
La Sughera ha radici sensibili. Non lavate mai le radici a nudo: preservate la micorriza e lasciate sempre una parte del vecchio pane di terra attorno al tronco. Rinvasate ogni 3-4 anni.
Concimate con fertilizzante organico solido a lenta cessione in primavera e autunno.
L'uso di concimi specifici con ferro o per piante acidofile è un'ottima integrazione per mantenere il fogliame verde scuro e sano.
Produce ghiande, ma su bonsai coltivati in vaso è un evento raro e richiede esemplari maturi. Se compaiono, sono decorative, ma consumano energia: valutate se tenerle o rimuoverle in base allo stato di salute dell'albero.
I tagli importanti si eseguono a fine inverno o inizio primavera.
Il legno è duro. Usate il mastice cicatrizzante su ogni taglio: le querce faticano a chiudere le ferite grandi e il legno esposto tende a marcire o seccare in profondità se non protetto.
Durante la stagione vegetativa, la Sughera emette lunghi rametti. Accorciateli regolarmente per mantenere la silhouette e favorire la ramificazione interna. Fate attenzione a non rovinare la corteccia sugherosa dei rami vecchi con gli attrezzi.
Per infittire i palchi, cimate i germogli teneri quando hanno prodotto 5-6 foglie, tornando a 2. Questa operazione stimola le gemme dormienti e mantiene le foglie piccole.
È un tasto dolente.
Non mettete il filo sui rami vecchi coperti di sughero! Il filo schiaccerebbe e rovinerebbe irreversibilmente la preziosa corteccia.
La legatura si fa solo sui rami giovani (1-2 anni) che non hanno ancora fatto sughero. Per i rami grandi, usate esclusivamente i tiranti con protezioni di gomma per non incidere.
Al Centro-Sud vive fuori tutto l'anno.
Al Nord è meno resistente del Leccio o della Roverella. Se le temperature scendono sotto i -4°/-5°C, va riparata in serra fredda. Il gelo intenso sulle radici può essere fatale.
Posso staccare il sughero per usarlo?
Assolutamente no! Nel bonsai, la corteccia spessa è un pregio estetico che richiede decenni per formarsi. Se la stacchi, rovini il valore della pianta e la esponi a infezioni e disidratazione.
Perché le foglie sono gialle?
Al 90% è un problema di pH. Stai usando acqua troppo dura o un terriccio sbagliato. La Sughera odia il calcare. Somministra Ferro Chelato e inizia a usare acqua piovana o demineralizzata.
Posso raccoglierla in natura?
In molte regioni (come la Sardegna) la Quercia da Sughero è una specie protetta e la raccolta è severamente vietata. Inoltre, come tutte le querce, ha un fittone profondo che rende l'attecchimento molto difficile. Acquistate piante da vivaio certificate.
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